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di Patrizia Forte (osteopata D.O. MROI)

Quando si parla di osteopatia tra persone non "addette ai lavori" la domanda più frequente è: "come fa un osteopata a far passare un dolore, a migliorare il funzionamento del corpo senza utilizzare altro che le mani? Soprattutto nei casi in cui le mani sembra che non facciano niente?"

Beh! In realtà capirlo è più semplice di quel che sembra! Quando un osteopata mette le mani su una parte del corpo, ha bene nella mente cosa c'è sotto le sue mani, è un po' come se ognuno di noi ha una borsa in cui ha messo una serie di cose e quando deve andare a cercarle sa cosa cercare ed utilizza la mano senza guardare poiché è sufficiente solo il tatto. Nel corpo ogni tessuto ha una sua consistenza, una sua resistenza, e l'osteopata questo lo conosce bene, così sa distinguere l'osso dai legamenti, i muscoli dai nervi, le diverse parti degli organi addominali (il fegato, lo stomaco, il colon e le diverse parti dell'intestino, i reni, la vescica, la prostata, l'utero, etc... ), e così ogni altra parte del corpo.

Altro elemento importante per capire l'osteopatia è comprendere che quando si valutano questi tessuti ne si cerca sempre la "mobilità", ovvero come si muove una determinata parte del corpo, grande o piccola che possa essere. È la mancanza di mobilità a predisporre un tessuto ad infiammarsi, viene ad alterarsi la circolazione locale e ciò causa una congestione con rilascio di sostanze infiammatorie da parte delle cellule che compongono i tessuti. Quindi è facile capire che se i tessuti tornano a muoversi come devono l'infiammazione perde i presupposti per esistere, per cui regredisce ed il dolore passa!

Da quanto detto si capisce che non è l'osteopata a "togliere" un dolore, ma è il corpo stesso che lo fa! L'osteopata cerca di porre il corpo nella condizione di poterlo fare, è un po' come quando ci si taglia e ci viene messo un punto di sutura, non è la sutura a guarire, ma è questa che permette ai nostri tessuti di farlo nel migliore dei modi!

Ecco quindi che quando andiamo da un osteopata possiamo avere fiducia nelle sue mani, che "attente" riescono a capire dove c'è bisogno di indurre quella piccola modifica indispensabile al corpo per riuscire a ritrovare la salute perduta.

 

A questo punto l'altra domanda frequente è: "per quali problemi ci si può rivolgere ad un osteopata?"

In realtà potenzialmente per tutti, ci saranno problemi verso i quali l'intervento dell'osteopata è elettivo, ed altri in cui è un valido aiuto se affiancato ad altre figure professionali... Così se un dolore è comparso dopo un incidente, una caduta, uno sforzo, una distorsione o un qualunque trauma, abbiamo la quasi certezza che l'osteopata sia il professionista più indicato (chiaramente sempre dopo aver verificato la presenza di eventuali fratture con esami radiografici!), lui saprà dare le giuste correzioni alle strutture che sono state traumatizzate e queste torneranno a funzionare come devono... E addio dolori!

Ma un dolore può comparire senza una causa apparente! Da un giorno all'altro, oppure compare lentamente ma inarrestabile! Dopo aver fatto i dovuti accertamenti che posso evidenziare problemi che non sono di pertinenza osteopatica (come tumori, aneurismi o altri accidenti vascolari), possiamo rivolgerci all'osteopatia qualsiasi sia stata la diagnosi medica che abbiamo avuto: sciatalgia, lombo-sciatalgia, brachialgia, cervico-brachialgia da discopatia o ernia discale, cefalea, emicrania,nevralgie in genere, pubalgia, esiti di distorsioni alla caviglia o al ginocchio, lussazioni recidivanti della spalla, dorsalgie, mialgie, etc...
 Ma possiamo chiedere aiuto all'osteopatia anche in caso di problemi di tipo viscerale: colite, gastrite, digestione difficile, disturbi da ernia iatale (bruciori gastrici, rigurgiti, dolore allo sterno),stitichezza, cistiti ricorrenti, disturbi legati al ciclo mestruale, faringiti o bronchiti ricorrenti sia di adulti che di bambini etc.. In tutti questi casi, come per altri, l'osteopata cercherà sempre di indagare cosa nel corpo ha smesso di muoversi, come deve poi indurlo, con appropriate correzioni manuali, a recuperare la funzione ridotta o persa. E cosi si può agire manualmente anche su stomaco, duodeno, colon, intestino tenue, vescica, utero, ovaie, fegato
etc.,insomma su ogni struttura corporea quasi come fosse un'articolazione.

In fondo, "dove c'è movimento c'è vita"!